Liceo Statale C. Montanari

Scienze Umane e Musicale

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Gruppo progetto Carcere e Scuola

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CARCERE E SCUOLA. Alla vigilia della riapertura delle scuole, il bilancio consuntivo del coordinatore del progetto

Mille studenti a Montorio per studiare la legalità

dal giornale "L'Arena" pag. 13 del 07/09/2009

Ruzzenenti: «Uno spiraglio che apre nuovi orizzonti»

Il nuovo anno scolastico si avvicina e "Carcere & scuola”, l’esperienza di informazione e istruzione che da 21 anni è portato avanti da Progetto carcere 663, l’associazione di volontari che opera all’interno della casa circondariale di Montorio, tira le somme. L’iniziativa dell’edizione che si lega allo scorso anno scolastico ha coinvolto 59 istituti superiori della città e della provincia veronese. I volontari, come è nel programma, dapprima passano di scuola in scuola spiegando il significato di ciò che è “vivere nella legalità” e con l’aiuto di esperti come psicologi o quanti operano all’interno delle carceri, preparano i giovani ad incontrare i detenuti. Nel 2009 a varcare i cancelli della casa circondariale di Montorio sono stati 1.228 studenti con i loro insegnanti. Per l’esattezza 578 ragazzi e 482 ragazze con 168 docenti. Per più di due mesi, da marzo a giugno hanno partecipato a 50 incontri di calcio nella sezione maschile e 55 incontri di pallavolo in quella femminile. Il corso di educazione alla legalità , che prevede minimo tre interventi per un totale di 10 ore, per la prima volta si è svolto anche in una scuola media, alle Rita Rosani. Non solo, ad essere formati sono stati anche gli insegnanti dell’istituto Lampertico di Vicenza. I volontari sono stati anche invitati nelle assemblee del liceo Levi di San Pietro in Cariano, all’istituto Minghetti di Legnago, al centro formazione professionale Stimmatini di Verona e all’Ipssa di Caldiero. A questo si aggiunge l’esperienza di “una giornata lunga in carcere”, dove gli studenti hanno potuto incontrare e scambiare esperienze di vita con i detenuti e gli operatori carcerari. Sette le scuole coinvolte in questo singolare programma che ha visto un raffronto tra gli studenti liberi e quelli coatti, in quanto nel carcere veronese sono da diversi anni in atto corsi professionali che offrono attestati professionali. «Uno spiraglio di cultura e professionalità che apre nuove orizzonti», ama definire quest’ultimo aspetto Maurizio Ruzzenenti, il fondatore di Progetto carcere 663 che non dimentica i 23 accompagnatori di “Carcere & scuola”, così come tutti i dirigenti, i giudici, la polizia carceraria, gli assistenti sociali, il direttore della casa circondariale, Erminio Salvatore che per la prima volta ha concesso agli studenti di visitare una cella.
Per scrivere tutti i nomi non basterebbe una pagina del giornale, quindi ci limitiamo a ricordare la distribuzione gratuita, a più di 200 insegnanti, del volume “Studenti in carcere”, stampato con il sostegno della passata amministrazione provinciale che ha visto l’appoggio dell’assessorato all’istruzione. Così come è stato d’aiuto il finanziamento offerto dalla Regione Veneto, grazie a Stefano Valdegamberi, assessore ai servizi sociali. A ricordare il tutto è sempre Ruzzenenti che sottolinea la grande ricchezza d’animo dimostrata dagli studenti. Ma anche come “l’educazione alla legalità non si possa improvvisare”. «Un plauso va dato a tutti, ma voglio sottolineare l’apporto dei giudici D’Amico, Coltro, Motta, Gattiboni. Dei comandanti di polizia, Odorisio, e carabinieri, Cogliano», dice, «le preoccupazioni che sostengono sono tante e i problemi nel carcere veronese non mancano basti pensare che la palestra è chiusa da più di un anno, il sovraffollamento. Per questo provo una sorta di imbarazzo quando si confezionano dibattiti televisivi con “guru”che pontificano sul nulla. Non a caso il nostro motto è “acta non verba”. Dati e cifre, d’altra parte, si commentano da soli».


Ecco il gruppo del nostro liceo che ha partecipato al progetto del Csi per il carcere

Ecco il gruppo di alunne della nostra scuola che ha partecipato al progetto del Csi per il carcere














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