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Mazzurega, 300 abitanti e una passione viscerale per il tamburello, vive e
coltiva la sua passione sportiva Chiara Arcozzi, 18 anni compiuti lo
scorso luglio e un braccio imbattibile a servizio della squadra del
Palazzolo di Sona, allenata dal papà Giuseppe.
Insieme alle sue compagne di squadra l’atleta si è aggiudicata
quest’estate per il secondo anno consecutivo il titolo italiano di
pallatamburello, categoria juniores femminile. Buon sangue, infatti, non
mente: il padre, che da oltre 30 anni pratica lo stesso sport, è stato
campione italiano per due volte, nel 1988 e 1990, con l’Affi.
Da bambina tutte le domeniche Chiara, con la mamma Loretta e la sorella
Michela, seguiva papà sui campi di tamburello della provincia. E così a
sette anni la piccola di casa inizia a giocare, anche se non ci sono
squadre femminili e finisce con i maschi tra i pulcini di Mazzurega. Nei
campionati vince parecchio, titoli provinciali e regionali, ma a 14 anni
decide di appendere il tamburello al chiodo e dedicarsi alla pallavolo.
Dopo un anno però, contattata da Palazzolo per una squadra femminile,
Chiara rispolvera il tamburello.
Il primo campionato nel 2006 non è facile, ma la giovane promessa di
Mazzurega viene invitata alle selezioni nazionali a Bergamo e viene scelta
per formare la Nazionale categoria allieve. È la prima convocazione di una
serie già lunga, dato che l’atleta fumanese rappresenterà l’Italia del
tamburello femminile anche nel 2007 e 2008.
L’anno da incorniciare è il 2007, quando passa alla categoria juniores.
Con il Palazzolo partecipa alle finali nazionali giovanili tra Verona e
Mantova e si aggiudica il primo scudetto 2007 nella categoria juniores.
Nel 2008 il bis, con il secondo titolo italiano tra le mani. La società
del Palazzolo iscrive la squadra, oltre al campionato juniores, anche alla
serie B femminile, dove la formazione si classifica seconda e perde per un
soffio il primo posto. Da ultimo, a Ferragosto arriva anche il primo
trofeo delle Regioni, sempre per la categoria juniores femminile.
Il segreto di tanto successo? Lei sorride e minimizza: «Tanta passione»,
dice. Ma forse non basta, ci vuole anche talento. «E tanto allenamento»,
aggiunge papà Giuseppe, allenatore e guida della pluricampionessa. Il
tempo che non passa in campo, Chiara lo dedica allo studio: frequenta
l’ultimo anno del liceo socio pedagogico Montanari, a Verona, e da grande
vuole fare la maestra.C.M.